Notizie 2011

Congregazione di Gesù Sacerdote - Via Case Longo 2 - Barcellona P.G. ME - Tel 090/9710586; e-mail: cenacolo@padriventurini.it

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Buon Natale!

 

 

Madre diletta, anch’io dovrei essere tutto bello, per assomigliare a Gesù e a Te, perché il suo Sacerdozio risplendesse in me.

Madre,… rivesti di bellezza, nell’anima e nel corpo il tuo piccolino che tanto ami.

Fa’ bella la mia anima, ottenendomi tesori di grazie e custodendomi dal maligno insidiatore.

Fa’ bella la mia mente dandomi i tuoi alti pensieri, ...

Fa’ bella la mia volontà nel pieno assenso al divino volere.

Fa’ bello il mio cuore insegnandomi ad amare tanto Gesù e ottenendomi la grazia di divenire ossesso d’amore per Lui.

Fa’ bello il mio corpo insegnandomi le sante e industriose delicatezze della purezza.

Così, divenuto bello, farò onore a Gesù e tu stessa te ne compiacerai, e il Signore te ne darà lode perché avrai preparato bene il piccolino per il suo Altare e un giorno per il Suo Paradiso. Amen, amen!

 Dalle Memorie  08 dicembre 1940 di Padre Mario Venturini

Auguri di Santo Natale e Felice 2012

Il Cenacolo - Padri Venturini

Giuseppe, Valentino, Angelo, Giovanni

 

Carissimi Padri, aggregati e aggregate della Congregazione di Gesù Sacerdote, il S. Natale è già alle porte e io come aggregata voglio manifestare la mia gioia di appartenere alla vs. famiglia religiosa augurandovi  un sereno Natale e un felice anno2012, colmo di tutte le grazie spirituali che ciascuno di voi desidera. .Andiamo esultanti incontro al Signore che viene, implorando  benedizioni per  tutti i componenti delle varie comunità della Congregazione. Possa ciascuno di voi essere illuminato dalla luce dello Spirito Santo perché il vs. apostolato sia faro luminoso per la Chiesa di oggi che versa un periodo critico e necessita di un’esperienza reale di Dio .Molte volte la ns. esperienza spirituale è segnata dal vuoto,dal silenzio di Dio che ci rende  a volte aridi,increduli e abbiamo bisogno di segni per andare avanti nelle difficoltà .La ns. fede  però se è solida ci sostiene confermandoci nella verità e malgrado il silenzio del quotidiano avvertiamo la Sua presenza specialmente nei periodi di crisi ,di scoraggiamento e di buio.

Oggi la ns. città di Barcellona ,come pure i paesi limitrofi, è stata colpita dall’alluvione. Il torrente Longano è straripato causando danni ingenti ovunque specie ai negozi, alle case e alle cantine.

Molte famiglie sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni e a vivere altrove  ma forti  e fiduciosi  nella provvidenza  vanno avanti senza voltarsi indietro .La vita continua e con la   fede in Dio che ci rassicura continuiamo il ns. cammino in salita. Quello che conta è essere fiduciosi e il saper discernere il bene dal male. Qualche volta  dal male può nascere il bene e da una esperienza negativa possiamo realizzare che l’unica cosa che conta nella vita è l’amore.

Nulla può sostituirsi all’amore che è duraturo e non ci delude; importante è fare esperienza di Dio che è anche mediata dal Cristo.”Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”dice Gesù.

L’esperienza spirituale è anche esperienza filiale,allora fidiamoci del figlio diletto Gesù che è venuto a nascere nel seno della Vergine Maria per farsi uomo come noi tranne che nel peccato,per redimerci e orientare il ns. cammino verso la santificazione.

Vivissimi auguri e sempre in comunione di intenti cristiani, fraternamente Francesca. 

 

 

Barcellona P.G.

Divina Provvidenza, provvedici!

 

Il Padre – cioè p. Mario Venturini – ci aveva assicurato che la Provvidenza di Dio ci avrebbe

custoditi e così è avvenuto... Con queste parole concludevo l’ultimo mio contributo per la nostra rivista di famiglia “Piccolo gregge”. Vorrei riprendere da queste parole che in molti momenti della nostra storia sono divenute profezia. Ricordo che…

 

Ieri

A Deggiano, nel nostro piccolo gruppo di sfollati fiduciosi nell’assistenza divina, accaddero molti eventi. Ogni giorno sentivamo il rombo dei quadrimotori che sorvolavano la nostra residenza di guerra. Un giorno i nostri “apostolini” - questo era l’appellativo dei piccoli aspiranti nostri - stavano raccogliendo legna per le stufe di riscaldamento. L’allora apostolino Tarcisio Jellici, cadde nell’acqua e fu trascinato via, riportando brutte ferite. Fu portato all’ospedale più vicino. Tarcisio o meglio, p. Tarcisio, è ancora oggi tra noi!

Il Signore che guarda dal cielo, trova sempre modi inattesi per farci sentire la sua presenza che salva i suoi figli.

 

Oggi

A questo punto mi permetto di fare un salto nel tempo, riportandomi ai giorni nostri. Noi quattro religiosi di p. Venturini, nella comunità del Cenacolo ci uniamo a tutta la popolazione nel benedire la Divina Provvidenza per la protezione, veramente eccezionale, che ha avuto per la città di Barcellona Pozzo di Gotto. L’evento spaventoso che ha colpito Genova e altre città del Nord si è verificato anche nella nostra cittadina che conta circa 50.000 abitanti.

Il 22 novembre scorso si abbatté una pioggia intensa ingrossando i vari torrenti e rigagnoli (le saie) che sono andati a confluire nel grande torrente Longano che attraversa la città e che nel suo percorso cittadino è coperto. La copertura del torrente unisce i duo grandi borghi della città: Barcellona e Pozzo di Gotto, e crea una importante arteria sulla quale sorgono diverse strutture e scuole. Ma se si pensa di coprire un torrente, si dovrebbe pensare anche alla manutenzione! Non sempre è così. Dopo un considerevole rovescio durato tutta la notte, le acque montane scesero abbondanti a valle e trascinavano alberi, radici, macchine, fango. Uno spettacolo allucinante, con terribili conseguenze, in modo particolare, per gli abitanti a pian terreno e negli scantinati delle case. I particolari sono giunti a tutti: alla TV, sui giornali, in internet... Molti confratelli delle altre comunità, i parenti, gli amici ci mandavano messaggi sul cellulare. Il telefono fisso non funzionava.

Siamo tutti convinti di una speciale protezione della Divina Provvidenza: a Barcellona non c’è alcuna vittima! Alcuni salvataggi avvenuti in modo prodigioso ci fanno pensare sempre alla Provvidenza del Padre. Purtroppo in un paesino non molto lontano, Saponara ci sono state delle vittime tre in tutto: Un bimbo di 10 anni un giovane ventenne e il suo papà. Tutti sorpresi dalla frana. A Barcellona, però, poteva accadere una vera catastrofe in quanto l'esondazione è avvenuta in un ora di punta proprio quando sulla Via Operai (copertura del torrente) affluiscono molte persone e auto vetture per la fine delle lezioni nelle scuole e del lavoro negli uffici.

Il Sindaco della nostra città prevedendo le possibili conseguenze della pioggia scrosciante quel giorno fece un'ordinanza per le scuole dove chiedeva che queste rimanessero chiuse. Pensate che cosa sarebbe accaduto se ci fossero stati gli alunni nelle varie scuole della città! Una strage! Chi avrà ispirato al sindaco di emanare il saggio provvedimento se non la sapienza di chi ci ha creati? Siamo opera delle sue mani!

Ora dobbiamo ringraziare tutti i collaboratori, gli “angeli del fango”, come sono stati denominati, tanti giovani, ragazze e ragazzi che invece delle ali avevano pale in mano per togliere il fango dalle strade, dalle case, dai negozi ed esercizi di vario genere rimasti privi del loro servizio. Leggo sul quotidiano dello stretto, la Gazzetta del Sud:

 

“...la polizia ha liberato nove disabili e i due operatori che si trovavano bloccati al primo piano di una comunità a Barcellona Pozzo di Gotto... dopo che il pian terreno si era allagato... nel pomeriggio gli agenti hanno anche soccorso alcune persone rimaste intrappolate nelle loro auto, in Via del Mare e in Via Milite Ignoto”.

 

Le parrocchie, le comunità religiose, i laici impegnati si sono riuniti insieme per contribuire con le altre forze sociali: protezione civile, vigili del fuoco, forze dell'ordine, esercito volontariato… a dare maggiore coordinamento agli aiuti da prestare in questo evento così tragico. Ci siamo proposti di dare gli aiuti come risposta alle più strette emergenze: pasti caldi per i casi più urgenti, aiuto alle richieste di vario genere per chi è rimasto senza casa.

Vorrei comunicare uno dei numerosi casi di salvataggio. La nonna di "Cristina" abitante in una delle vie più colpite dall’acqua fangosa, a pian terreno della sua casa, si ritrova a letto con l’acqua che sale, si mette in piedi sul suo letto... dopo un po’ entra da lei un signore che abita al piano superiore, la prende tra le sue braccia e la porta con sé.... Un angelo mandato dal cielo! Signore, fa' splendere il tuo volto su di noi e saremo salvi!

 

Nella nostra residenza “Il Cenacolo” ogni giorno rendiamo grazie al Signore che fa splendere il suo volto su di noi e ci ha salvati. Nella nostra zona di Calderà, dove siamo animatori della Parrocchia di S. Rocco, non abbiamo sofferto i disagi della città. In precedenza, nel mese di settembre, quasi come un presagio di ciò che doveva accadere in novembre, un giorno si sono abbattute una tromba d’aria, acqua e grandine che hanno danneggiato tutte le serrande (gelosie, tapparelle) dalla parte verso il mare nella nostra casa.

A Calderà, zona mare, il ponte che collega Spine Sante ha ceduto l’arcata centrale, con la conseguenza di avere isolato gli abitanti di Spine Sante e Cantoni. Anche il ponte che collega Milazzo ha subito danni ed è stato dichiarato inagibile. Rimaneva così isolata tutta la zona compresa dal torrente Idria fino al Longano: Via Salso, Via Caldà, Via Cicerata, Via Calderà. Veniva a mancare l’acqua, a volte la luce, il telefono fisso. Calderà rimaneva così isolata “da ponte a ponte” come si usa dire dall’immaginario “quaddarioto”.

Uno di questi giorni p. Giuseppe e p. Giovanni ritornando, a sera inoltrata, da un ministero da loro svolto a Pergusa, località presso Enna per un ritiro di formazione per giovani preti, arrivando al ponte sul torrente Idria trovarono la strada sbarrata.

Ritornarono verso Milazzo e cercarono rifugio nella parrocchia matrice di S. Stefano. Il parroco p. Franco Farsaci li accolse e li fece riposare in canonica dove lui stesso predispose due letti per i confratelli. L’indomani mattina ritornarono al Cenacolo. Diamo lode al Signore.

 Domani

Mentre scrivo questi percorsi di un tempo di emergenza ho appena conclusa la lectio divina che si tiene ogni giovedì sera a partire dalle ore 21. Ovviamente nella collatio abbiamo attualizzato le letture della seconda domenica di Avvento con riferimento alla situazione della nostra città così provata dalle “esondazioni”. Molte le esperienze personali sofferte o riscontrate. Con la preghiera conclusiva ci siamo abbracciati con tanta speranza nel domani e nella Divina Provvidenza.

p. Valentino

Il Cenacolo - Barcellona P. G. ME

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"Tu seguimi"

 

Alla chiamata di Gesù i pescatori lasciano le loro reti e seguono quella voce irresistibile. Matteo che riscuote le tasse, uomo inviso ai giudei, sente quella voce e non gli è possibile sottrarsi, con Gesù fa festa. Lui è lo sposo, non si può resistere alla voce ti chiama in modo nuovo. “Era un uomo come tanti altri, ma la voce  quella no”.

Il mio Sacerdozio ha segnato 60 anni di vita. Altri miei confratelli con i quali sono stato ordinato mi hanno preceduto nel ritorno al Padre. A Pietro che chiede il futuro di Giovanni Gesù risponde: "tu seguimi!". Il mio grazie prima a Gesù, sommo ed eterno sacerdote, alla mia Congregazione, alla mia comunità del Cenacolo di Barcellona, ai Sacerdoti del Vicariato, al nostro Arcivescovo. Arrivando a Barcellona Pozzo di Gotto 19 anni or sono non pensavo che oltre la guida della comunità mi venisse richiesta pure quella della parrocchia di San Rocco in Calderà. Ma così è accaduto.

Inviando gli auguri del 40 di Sacerdozio a Don Bruno, attuale parroco di Cardano al Campo, mia terra di origine, gli dicevo: “Nella nostra vita gli incontri sono pensati prima da Dio, che dal seno materno ci conosce e guida i nostri passi”.

Quando arrivai a Trento io, preadolescente in cammino vocazionale, non avrei immaginato i percorsi del mio futuro sacerdozio. Se fossi rimasto nella mia diocesi ambrosiana non sarei stato a Roma alla Gregoriana, a Loreto, a Intra in Sicilia! Ma lui, Gesù Sacerdote ha dentro il suo Cuore tutte le strade che percorriamo.

Ritornando al mio Noviziato di sfollato a Dimaro nella stupenda Val di Sole del Trentino mi sovvengono tanti episodi. Ma uno in particolare merita memoria. Nella canonica del piccolo paese eravamo una bella comunità: superiore p. Tabarelli Silvio, Maestro di noviziato p. Erminio Targa, novizio del secondo anno fratel Mario Revolti, io del primo anno, p. Tullio Bertoldi e p. Guido Pelz insegnanti per la Scuola Apostolica. Tempo di guerra! Padre Venturini propose ai genitori dei ragazzi: "Li volete a casa vostra o preferite lasciarli con noi?". La risposta unanime fu: "Padre, li tenga lei, saranno più al sicuro!". E così gli “apostolini” vennero a Deggiano.

I giorni passavano sereni, i sacrifici erano superati dalla giovane età del nostro gruppo. Ogni giorno sentivamo passare gli aerei americani che rientravano dopo i bombardamenti. Era un giorno di ritiro spirituale ma nel primo pomeriggio era prevista una uscita nel bosco vicino per raccogliere legna da ardere. Se non che p. Silvio alla fine del pranzo ci disse: "Nel bosco andremo un altro giorno". Proprio nell'ora in cui dovevamo essere nel bosco sentimmo uno schianto pauroso. Un aereo che perdeva quota aveva sganciato quattro bombe proprio in quel luogo. In un attimo tutta la popolazione del paesino e tutti noi ci trovammo nella chiesetta a ringraziare il Signore.

Le bombe caddero anche vicino alla nostra casa di Trento. Padre Mario Venturini che noi chiamavamo “il Padre” ci aveva assicurato che la Provvidenza di Dio ci avrebbe custoditi e così è avvenuto!

 

p. Valentino

Il Cenacolo - Barcellona P. G. Me

 

 

Padre Valentino sacerdote da 60 anni

Le vie della Provvidenza, Valentino, sono misteriose; misteriose, ma necessarie, lo sai…

E quante volte avrai pensato alla Provvidenza, scorgendo dalla finestra del tuo convento il mare azzurro delle Eolie in lontananza o la campagna sempre meno verde di questa piccola Calderà…

Ci avresti mai pensato a questi luoghi, tu, figlio lombardo di una terra operosa, semplice, familiare quando giovane seminarista entrasti sotto l’aia di Padre Mario che la tua vita di sacerdote si sarebbe vivificata in questa Sicilia così difficile e contraddittoria, ma così ribollente e vitale?

E sono sessanta, oggi, sessanta anni da allora.

La Provvidenza, dicevamo, segue strade solo a lei conosciute…

Eppure, Valentino, il tuo arrivo a Calderà è stato necessario. Tu sei stato il lievito che ha fatto crescere il pane di questa parrocchia; ed il pane è diventato buono.

In questi 19 anni non ne sono mancati problemi, guai, dispiaceri, durezze di cuore: ma tutto ciò che deve diventare davvero buono deve passare per queste strade di tribolazione. L’importante è che dopo tutto sia migliore di prima. D’altronde la resurrezione di Cristo non è passata per la sua Passione?

Che la tua presenza a Calderà sia stata voluta da Dio, lo testimonia il popolo di oggi, questa tua famiglia numerosa che è venuta per fare festa. La tua presenza era quella che ci voleva per esaltare cristianamente questi “quaddarioti”: rigorosa ma sorridente, accogliente, ligia ma tollerante, buona. Nel segno di Cristo.

Valentino, da qualche parte nel Vangelo c’è scritto “Transeundus sum”, “sono di passaggio”. Tutti siamo di passaggio. Eppure questo tuo passaggio a Calderà resterà per sempre scolpito nella pietre di questa chiesa e le pietre siamo noi. Ma la tua missione qui non finisce oggi, non ti libererai di noi, rasserenati…! Ti vogliamo con noi per almeno altri 60 anni di sacerdozio!

Duc in altum, Padre Valentino, prendiamo il largo!

 

La comunità parrocchiale di Calderà

Calderà - Barcellona P. G. ME

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La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana

 

Padre Giuseppe in questo contributo ci parla della sua esperienza nel Seminario di Messina, dove svolge il servizio di direttore spirituale, e del convegno di primavera durante il quale si è affrontato il tema della formazione nei seminari.

 

 

L’identità profonda del Seminario è di essere, a suo modo, una continuazione nella Chiesa della comunità apostolica stretta intorno a Gesù, in ascolto della sua Parola, in cammino verso l’esperienza della Pasqua, in attesa del dono dello Spirito per la missione. (Pastores dabo vobis, 60).

 

 

Partecipare alla formazione in un seminario diocesano è una esperienza molto ricca, accompagnare quei giovani chiamati a servire la Chiesa, significa essere pastori dei futuri pastori.

Innanzitutto partiamo dal significato del termine “seminario”. Seminario è il luogo dove si custodiscono i semi non ancora seminati nella terra, può chiamarsi anche semenzaio, vi si preparano i semi per essere seminati. I seminaristi sono i giovani che vengono preparati per essere seme buono come Gesù che viene seminato nel cuore della terra: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24).

Padre Mario Venturini nella vocazione particolare che ha ricevuto ha compreso l’importanza di spendere la propria vita per la santificazione dei sacerdoti e quella vocazione che gli è germinata nel cuore è diventata vocazione per il Piccolo gregge che ha fondato. Da allora la preghiera per le vocazioni, la fondazione del seminario per le vocazioni povere, la fondazione del Seminario Vocazioni Adulte (SEVA), la disponibilità alla formazione nei seminari, al discernimento vocazionale, i ritiri mensili, gli esercizi spirituali e la formazione permanente dei presbiteri hanno fatto parte della tradizione della nostra congregazione assieme alla collaborazione pastorale nelle diocesi dove siamo inseriti. Il Fondatore diede vita anche alla rivista Seminarium assunta successivamente dalla Congregazione vaticana per l’Educazione Cattolica.

 

La mia esperienza in Seminario

Da due anni sono direttore spirituale nel Seminario Arcivescovile “San Pio X” della Diocesi di Messina (http://www.seminariomessina.it). Quando mi è stato chiesto di esercitare questo ministero sono rimasto sorpreso della proposta, ne ho parlato con la comunità e con il Superiore generale e tutti sono stati concordi che io accogliessi questo dono e impegno. Innanzitutto ho potuto cogliere la fiducia dell’Arcivescovo di Messina, mons. Calogero La Piana, del Vicario generale mons. Carmelo Lupò, dei Rettori che si sono avvicendati mons. Tindaro Cocivera e mons. Cesare Di Pietro, del Vice-rettore p. Giovanni Pelleriti e dell’economo, dott. Nicola Carrozza. Ricordo soprattutto l’inizio delle attività mediante il corso di Esercizi spirituali da me predicato a Colle San Rizzo presso le Suore salesiane. Un inizio carico di entusiasmo, di affetto e disponibilità. È bello seminare la parola del Signore e trovare cuori disponibili; abbiamo meditato sulle virtù teologali partendo da alcuni passi del Nuovo Testamento. C’è stata inoltre una immersione totale nella preghiera e nell’ascolto; in quei giorni di esercizi ho potuto dedicare molto tempo anche all’ascolto dei seminaristi. Da qui è iniziato il mio esercizio di ascolto che ha qualche rallentamento d’estate, ma continua tutto l’anno. Dedico due giorni e mezzo alla settimana al Seminario, in questo tempo partecipo al ritmo ordinario fatto di preghiera, di studio, di formazione spirituale, di pasti, di tempo libero. Il mio incarico mi porta soprattutto ad incontri personali fatti di ascolto, di celebrazione del sacramento della riconciliazione e di formazione personalizzata. Nei passaggi importanti: lettorato, accolitato, ammissione agli ordini, diaconato e presbiterato la formazione e la vita spirituale si intensificano.

Il tempo della formazione è innanzitutto un tempo di discernimento vocazionale per riconoscere i germi di vocazione posti nel cuore della persona, fondamentale è la relazione con Gesù Cristo, alimentata nella preghiera personale e comunitaria, la meditazione della Parola di Dio che ci conduce ad un incontro personale, fatto di dialogo, di preghiera e contemplazione. È il parlare cuore a cuore nella profonda intimità che ci trasforma e infonde in noi i sentimenti di Cristo Gesù. C’è bisogno di dedicare tempo all’ascolto e alla preghiera, c’è bisogno di dedicare tempo a se stessi e alla comunità, c’è bisogno di dedicare tempo allo studio e alla formazione. Dall’intreccio di questi elementi ne esce un progetto comunitario e personale.

Il n. 9 del documento: La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana. Orientamenti e norme per i seminari (terza edizione) del 15.11.2006, dice: «I presbiteri rappresentano Cristo pastore e, come tali, trovano nella carità pastorale l’elemento unificante della loro identità teologica e della loro vita spirituale». Cristo pastore è la fonte e il modello per vivere la carità pastorale, anche l’interrogazione che Gesù fa a Pietro «mi ami tu» mette in evidenza che la carità pastorale si fonda su una relazione d’amore con il buon pastore che dà la vita per le pecore. La dimensione cristologica fonda poi quella ecclesiale: siamo chiamati a testimoniare la priorità della grazia. Il n. 12 aggiunge: «I presbiteri sono abilitati dall’ordinazione a essere strumenti efficaci per l’edificazione ecclesiale attraverso l’annuncio della Parola, la celebrazione dei sacramenti e il discernimento dei carismi per un loro esercizio nella carità». È importante sottolineare poi la dimensione missionaria della Chiesa e del ministero.

Quattro sono le dimensioni fondamentali della formazione: spirituale, umana, teologica, pastorale.

Il n. 80 afferma: «La formazione spirituale costituisce il cuore che unifica e vivifica la vita e la formazione dei futuri presbiteri». Gesù instaurò con i dodici una relazione personale, favorì un clima di vita fraterna e li considerò suoi amici. Anche oggi l’amicizia con Gesù è l’elemento decisivo della formazione spirituale. Il secondo aspetto riguarda la formazione umana che deve essere integrale: l’umanità del prete è la normale mediazione quotidiana dei beni salvifici del Regno (n. 90). La terza dimensione è la formazione teologica: «Il lungo e laborioso travaglio della formazione intellettuale, scandito dalla quotidianità e dalla metodicità, è funzionale a formare presbiteri dalla fede matura, gioiosa e convinta, perché pensata» (n. 95). Infine «L’intera formazione dei candidati al sacerdozio è destinata a disporli in un modo più particolare a comunicare alla carità di Cristo, buon pastore. Ne deriva che la formazione pastorale costituisce il fine e la cifra di tutta la formazione presbiterale» (n. 101).

 

p. Giuseppe

Barcellona P. G. ME

 

 

"Seguimi"

 L’ultimo dialogo di Gesù con l’apostolo Pietro è carico di emozioni, denso di affettività. Gesù aveva interpellato Pietro: “Mi ami tu più di costoro?”  Dopo le titubanti affermazioni dell’apostolo egli riceve la missione di guidare la Chiesa. Proseguendo la lettura del testo di Giovanni (Gv 21,15-22) notiamo l’insistenza di Gesù sulla parola “seguimi”. Ad un certo punto Pietro nota la presenza di Giovanni e chiede a Gesù. “Signore, che cosa sarà di lui? Gesù gli rispose: Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi”.

 Seguimi! “Era un giorno come tanti altri, e quel giorno Lui passò. Era un uomo come tutti gli altri, e passando mi chiamò”. Veramente bello questo canto di Pierangelo Sequeri ! Un giorno come tutti gli altri, all’Oratorio S. Luigi di Cardano al Campo, provincia di Varese, diocesi di Milano, tra il passo volante, le biglie, le figurine, incontro p. Egidio Marcolini, studente di filosofia all’Aloisianum di Gallarate. Egli veniva ogni Domenica al nostro Oratorio per contribuire all’animazione giovanile. Conosceva un mio precedente.

Erano i giorni conclusivi di preparazione alla Prima Comunione. Don Giuseppe ci parla del giorno della sua Ordinazione Sacerdotale con tanto entusiasmo che mi conquista. A casa timidamente dico alla mamma: mi piacerebbe essere prete. Mamma Irene si trasfigura:

-          “Ma non sai che papà da molto tempo sta pregando Gesù che uno dei suo figli venga chiamato dal Signore?”.

Papà Carletto va dal Parroco Don Luigi e gli comunica il mio desiderio. Ma Don Luigi si dispiace e dice che già sta sostenendo le spese del seminario per due ragazzi. Valentino allora si arrende:

-          “Forse Gesù non mi chiama”.

Ritorniamo all’Oratorio. P. Marcolini sapendo l’antefatto mi dice: vai a Trento, da don Mario Venturini, lui accoglie, nel suo Piccolo Seminario, ragazzi di ogni parte d’Italia, poi alla conclusione del ginnasio ognuno sceglie la sua strada.

I sentieri del Signore non collimano con i nostri.

A Trento mi trovo bene e il desiderio ardente di essere prete mi fa superare le difficoltà previste, le differenze ambientali, culturali... Ma la vocazione mi anima, mi sostiene.

Nei percorsi educativi del Piccolo Seminario di don Mario Venturini ci sono momenti di incontro tra lui e i ragazzi. Siamo vicini a Natale e si va tutti insieme a fargli gli auguri. Ad un certo punto ci dice:

-          “Anche per aiutare un solo sacerdote sono disposto ad andare in capo al mondo”.

Mi colpisce nel cuore questa frase, ma più ancora con quale passione la dice. Dopo qualche giorno vado da lui e gli confido il mio sentimento. Mi dice:

-          “Può essere che Gesù ti dia una pista da seguire per la tua vocazione”.

Sta di fatto che al termine del ginnasio, dopo le vacanze estive, entro nel noviziato della Congregazione.

Era il tempo della seconda guerra mondiale. Non descrivo tutti i percorsi belli e tristi dell’epoca. La sede del noviziato sarà a Deggiano, (comune di Commezzadura in Val di Sole, altitudine 927 metri sul livello del mare), con avventure da romanzo, ma vissute con spirito di sacrificio, soffuso di gioia spirituale, con la condivisione della piccola ma generosa popolazione. Per completare il racconto ci vorrebbe un supplemento di cronaca oppure un’altra puntata.

 

p. Valentino

Barcellona P. G. (ME)

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Ultimo aggiornamento: 06-04-12